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COREdeROMA - editoriale

(inserita il 1/11/2007)

IL VERDETTO DELLA X°

 


In epoche non sospette avevamo detto di aspettare la decima per sapere che cosa avremmo fatto da grandi in questa stagione. La decima è arrivata ed è stata superata con la sconfitta dei Valmontones che, come in ogni derby che si rispetta, è il risultato desiderato.
A prescindere da come venga raggiunto.
Passati quindi i fescennini olimpici notturni oggi, the day after, possiamo dire che si è trattato di una vittoria molto meno tranciante di quanto ci saremmo potuti attendere semplicemente facendo il gioco delle figurine e gli appelli nelle rispettive infermerie.
Meno tranciante, tanto per fare un esempio recente e celebre, di quella in cui avevamo murato nell’intervallo il loro capitano negli spogliatoi dopo che era stato colto da sindrome d’alta quota volteggiando accanto a Montella.
Paradossalmente anche meno goduta di quella mitica con Paolone Negro nostro.
La Roma ieri ha fatto strame degli avversari giocando solo venti minuti su novanta.
Venti minuti più che sufficienti, se guardiamo il risultato ora, in cui ha creato situazioni a bizzeffe, con un grande Vucinic che si è speso oltre le forze e che noi avevamo pronosticato, sbagliando, fuori dai giochi dopo che si era mangiato un gol grande così solo davanti a Ballotta.
Negli altri settanta minuti siamo apparsi timorosi e impacciati, influenzati e devastati dal complesso della rimonta che ci ha assalito dopo le partite con Juve e Fiorentina e ancora di più, in epoche recentissime, con il Napoli.
Le ragioni sono psicologiche ma indubitabilmente anche tattiche.
A nostro avviso sarà Spalletti (al quale ribadiamo di dovere MOLTISSIMO) alla fine il vero ago della bilancia.
I Nostro sta mostrando in questa fase l’abbandono di assiomi tattici fino a tre partite fa incontrovertibili, provando a mischiarla durante la tenzone ma evidenziando nel contempo afasie ansiogene nei cambi.
La decima ci dice che stiamo a meno tre, mentre avremmo potuto essere a più o meno uno, che lo scontro diretto con l’Inter del ritorno sarà a Milano, e che queste dodici prossime partite non saranno una passeggiata di salute, almeno per quello che abbiamo visto finora, perché ci sono delle piccole che sono assai rognose, già a partire dalla prossima: l’Empoli.
Ci dice poi che non si può prescindere dal Capitano e che un attaccante in più non sarebbe stata poi opzione tanto peregrina.
Conveniamo con chi tra di noi, pur avendo espresso in passato giudizi critici, ci suggerisce di aspettare ancora un po’ prima di emettere verdetti finali.
In effetti alla trentottesima, ma forse anche qualche partita prima, sapremo.
Lotito ce l’avrà fatta a riportare la Formellese in B?


Ad maiora

 


a cura della Redazione@corederoma.net


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